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Osservatorio · Vulnerabilità

Ivanti Connect Secure: falla della VPN sfruttata prima della correzione

Il 13 ottobre 2026 Ivanti ha avvisato che una falla della sua VPN Connect Secure permette a chi non ha credenziali di eseguire comandi sull'apparato, e che è già stata sfruttata. Qui trovi i fatti, le fonti e che cosa non si sa.

Scheda aggiornata al 27 ottobre 2026 In corso Le informazioni vengono da fonti pubbliche, elencate in fondo alla pagina; BoNet™ non ha informazioni dirette sull'incidente. Seguiamo il caso ogni settimana, anche dopo che la stampa smette di occuparsene.

Aggiornamenti

Data di inizio dell'evento: 13 ottobre 2026 (sfruttata dai primi di ottobre) · Ultimo controllo delle fonti: 27 ottobre 2026

  1. Scheda creata. Ultimo sviluppo che risulta dalle fonti consultate: l'avviso di Ivanti e il rapporto di Volexity del 13 ottobre 2026.
  2. Ivanti pubblica l'avviso, Volexity il rapporto; la falla viene indicata come già sfruttata.
Scheda tecnica

La falla in sintesi

IdentificativoCVE-2026-104935
GravitàAlta: punteggio 8,6 su 10 (CVSS), secondo Rapid7
Prodotti interessatiIvanti Connect Secure (VPN): versioni 22.8R2.4 e precedenti, 25.1.1.1 e precedenti, 25.1.2.2 e precedenti
CorrezioneDisponibile per la falla principale (vedi sotto); una falla collegata, per ottenere i permessi di amministratore, risulta ancora senza correzione
Già sfruttata?Sì: l'azienda parla di sfruttamento su «un numero limitato di clienti»
In breve

Tre cose da sapere

Che cosa è successo

Il 13 ottobre 2026 Ivanti ha pubblicato l'avviso su una falla di autenticazione nella VPN Connect Secure (CVE-2026-104935). La società di sicurezza Volexity l'ha trovata mentre indagava su un attacco a un suo cliente.

Che cosa ha comportato

Un aggressore remoto, senza credenziali, può eseguire comandi sull'apparato. Secondo Volexity il gruppo da lei chiamato UTA0576 l'ha concatenata con altre due falle fino a ottenere i permessi di amministratore anche su apparati già aggiornati.

Che cosa non si sa

Quanti apparati siano stati compromessi, chi sia l'aggressore e quando arriverà la correzione della falla ancora aperta.

Che cosa è successo

I fatti, con le fonti

Ogni riga indica da dove viene l'informazione e quanto è solida. «Dichiarato» significa detto da un'azienda o da un'autorità; «riportato» significa scritto dalla stampa; «rivendicato» è ciò che dicono gli aggressori; «stima» e «ipotesi» dicono da soli quanto fidarsi. I numeri tra parentesi rimandano alle fonti in fondo alla pagina.

FattoStatoFonti
Il 13 ottobre 2026 Ivanti ha pubblicato un avviso su una falla di autenticazione di Connect Secure (CVE-2026-104935) che permette a un aggressore remoto, senza credenziali, di eseguire comandi sull'apparato.Dichiarato[1] [2]
Ivanti ha dichiarato che la falla è stata sfruttata su «un numero limitato di clienti», prima della pubblicazione dell'avviso.Dichiarato[1] [2]
Secondo Rapid7 il punteggio di gravità è 8,6 su 10 e la falla è stata aggiunta il 13 ottobre al catalogo delle falle sfruttate dell'agenzia americana CISA.Riportato dalla stampa[1]
Volexity ha scoperto l'attività indagando su un attacco a un suo cliente: l'aggressore, indicato come UTA0576, ha concatenato tre falle per eseguire comandi con i permessi di amministratore, anche su un apparato aggiornato all'ultima versione disponibile allora (22.8R2.4).Riportato dalla stampa[2]
L'aggressore non avrebbe lasciato programmi malevoli né accessi nascosti, avrebbe ripetuto l'attacco a ogni comando e avrebbe alterato i registri per sfuggire allo strumento di controllo dell'integrità di Ivanti.Riportato dalla stampa[2]
L'inizio dello sfruttamento non è univoco: Defused segnala i primi segni dall'1 ottobre, Volexity parla dei primi giorni di ottobre.Riportato dalla stampa[2]
Una delle falle della catena, che porta ai permessi di amministratore, risulta ancora senza correzione né identificativo; Ivanti prevede di correggerla più avanti.Riportato dalla stampa[1] [2]
Secondo Rapid7 le versioni corrette sono la 22.8R2.5, la 25.1.1.2 e la 25.1.3.0 o 25.1.3.1 (tabella da verificare nell'avviso di Ivanti).Riportato dalla stampa[1]
Shadowserver conta oltre 5.500 apparati Connect Secure raggiungibili da Internet; non è chiaro quanti siano esche o già protetti.Riportato dalla stampa[2]
Che cosa non sappiamo
  • Quanti apparati siano stati compromessi: Ivanti parla di «un numero limitato di clienti» senza cifre.
  • Quando sarà disponibile la correzione della falla che porta ai permessi di amministratore, e quale identificativo avrà.
  • Chi sia l'aggressore: Volexity usa solo l'etichetta UTA0576 per il gruppo.
Che cosa fare

Indicazioni generali, valide per qualunque organizzazione: controlla sempre l'avviso del produttore del tuo apparato, che prevale su queste note.

  • Gli apparati esposti a Internet (VPN, firewall) sono i primi bersagli: vanno aggiornati fuori dal ciclo normale quando il produttore segnala uno sfruttamento in corso.
  • Dopo l'aggiornamento conviene controllare se qualcuno è già entrato: correggere la falla non toglie un intruso già presente.
  • Le versioni non più supportate non ricevono correzioni: pianifica per tempo il passaggio a una versione supportata.
Le fonti

Da dove vengono le informazioni

N.FonteTitoloDataChe cosa abbiamo usato
[1]Rapid7Ivanti Connect Secure zero-day exploited in the wild (CVE-2026-104935)13 ottobre 2026Identificativo, gravità, versioni, catalogo CISA, terza falla.
[2]BleepingComputerIvanti warns of Connect Secure zero-day exploited in attacks13 ottobre 2026Rapporto di Volexity, inizio dello sfruttamento, apparati esposti.

Testi riassunti e riscritti con parole nostre. Se trovi un errore o una novità segnalacelo e correggeremo la scheda.

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